Tradizione e storia della cucina a Caprarola dal 1895

Nel cuore di Caprarola, pittoresco borgo adagiato sulle pendici del Monte Cimino, nel cuore della Tuscia viterbese, sorge la Trattoria del Cimino, una delle realtà gastronomiche più antiche e rinomate del territorio. Un luogo dove storia, arte e cucina tradizionale si incontrano, raccontando oltre un secolo di ospitalità autentica.

Fondata nel 1895 all’interno di uno dei palazzi più antichi di Caprarola, costruito nel 1370 e appartenuto alla nobile famiglia degli Anguillara, la trattoria rappresenta un pezzo di storia viva della Tuscia. Dopo la Seconda guerra mondiale, il locale si divide in due ambienti distinti: una sala dedicata ai matrimoni e un caffè letterario, punto d’incontro per artisti e intellettuali.

Negli anni ’80 e ’90, con Colombo Calistri e sua moglie Maria Assunta Stacchiotti, l’attuale cuoca, la Trattoria del Cimino compie un salto di qualità, conquistando riconoscimenti sulle principali guide enogastronomiche italiane. La tradizione prosegue con la nuova generazione: nel 2019 entra in scena Samuele Calistri, sommelier pluripremiato e Beverage Director, che dopo esperienze internazionali con grandi chef torna a Caprarola per lavorare accanto alla famiglia.

Nel 2024, un importante restauro storico curato dall’architetto Marco Ungaro restituisce al locale la sua originaria eleganza: affreschi medievali realizzati a mano con foglia d’oro, marmi etruschi e dettagli architettonici ispirati alla famiglia Anguillara. Oggi la Trattoria del Cimino è considerata una delle più belle trattorie d’Italia, apprezzata dalla critica per la sua atmosfera raffinata e autentica.

La cucina si ispira alla tradizione etrusca e romana, riflettendo le radici storiche di Caprarola, che fino all’Ottocento faceva parte della provincia di Roma. Le ricette di famiglia, tramandate da cinque generazioni, valorizzano i prodotti locali e seguono il ritmo delle stagioni, con piatti che cambiano periodicamente per rispettare i cicli della natura.

In cucina, Maria Assunta Stacchiotti continua la tradizione avviata nel 1997, affinando le proprie tecniche grazie alla formazione con chef stellati come Anthony Genovese e Lucio Pompili. La sua mano esperta mantiene viva l’identità della trattoria, oggi riconosciuta e recensita tra le migliori guide e blog enogastronomici italiani.

Le paste fresche, vero simbolo della casa, sono lavorate a mano con farine di grani antichi e uova biologiche della Tuscia, secondo una manualità tramandata di generazione in generazione. Tra i piatti storici e premiati spiccano i pici all’amatriciana, il cinghiale alla viterbese e la torta alla nocciola, dolce simbolo del territorio.

Completano l’esperienza tre menù degustazione pensati per valorizzare la varietà e la qualità della cucina:

  • un menù dedicato al territorio e alle sue tradizioni,
  • un menù dedicato ai piatti iconici della trattoria,
  • un menù che celebra i prodotti dell’orto e il pesce del Lago di Bolsena.

Tra antiche mura, profumi di casa e una storia che attraversa cinque generazioni, la Trattoria del Cimino continua a rappresentare un punto di riferimento per chi cerca autenticità, eleganza e memoria nella cucina della Tuscia.

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